mercoledì 12 novembre 2014

Lettera aperta.....

Ho pensato tanto se farlo oppure no....ma poi mi sono detta che visto che "lei" bazzica nel mondo blog magari le capiterà di passare di qua...
Ho deciso di scrivere una lettera a una persona che era mia amica ma ora è solo una persona che vedo in accademia di danza....

"Cara X,
so che dopo che ho partorito mi hai mandato un messaggio per sapere come stavo e, visto che non ti ho risposto, hai chiamato "lui" per sapere il perché. Non hai chiamato mio marito, né me per un chiarimento ma volevi mettere in mezzo sempre terze persone... Ce l'hai un po' di vizio, non è la prima volta che lo fai, da una parte giustamente perché lui è il "gazzettino padano" e "laranadallaboccalarga" fusi in una persona sola, ma ciò non toglie che lui non abbia il diritto di dirti e spiegarti i fatti miei e i miei perché.
Allora... partiamo dall'inizio.... Ti sei chiesta il perché io non ti abbia risposto ma cosa ti aspettassi potessi rispondere? Sì, sto bene... dopo aver partorito mio figlio morto?
Tu mi hai accusato di averti rovinato la tua gravidanza perché non ti chiedevo mai come stavi e perché non ti mettevo la mano sul pancione. Ti ho spiegato che non era vero che non ti chiedevo come stavi ma non è che potevo passare 24ore al giorno a messaggiarti per vivere in diretta nausee, sussulti, singhiozzi e movimenti di tuo figlio... Quanto alla mano sul pancione, ti ho anche detto che non lo facevo con nessuna donna incinta e che quindi non avrei iniziato con te.... (anche se un po' più in là con la tua gravidanza, un paio di volte l'ho fatto). 
Tu e il tuo futuro (all'epoca) marito ci avete detto che aspettavi un figlio con un'ecografia sul televisore 40pollici di amici comuni. Sapendo che per una coppia come noi, con difficoltà di concepimento, non era il metodo più soft per dare la notizia... Ma parlandone, hai ammesso che era stata una cosa stupida e che ti scusavi per avermi provocato "dolore".
Ok, l'amicizia è scemata per forza perché non uscivate più con noi (tuo marito lavora la sera e tu eri sempre acciaccata per via della gravidanza) ma quando hai partorito siamo corsi subito (appena il lavoro ce l'ha permesso), la sera stessa, a trovare te e il piccolo.
Più volte volevamo venirvi a trovare ma con la giustificazione che eri stanca, che il bimbo non dormiva, che il bimbo faceva il matto....abbiamo rimandato più volte la visita fino a toglierla dai nostri impegni...
Nonostante tutto ti ho detto del primo tentativo di ICSI andato male lo scorso anno ma, visto che eri troppo impegnata a fare la mamma, non ti ho tenuto più al corrente di ciò che ci apprestavamo a ritentare...
Quando ho lasciato l'accademia per seguire il mio percorso medico, abbiamo nascosto a tutti la motivazione (tranne che a un paio di persone), un po' per scaramanzia, un po' perché sapevamo che solamente a quelle persone interessava la faccenda.
Siamo arrivati al momento in cui sono rimasta incinta. A Natale abbiamo accampato scuse per fare lo scambio regali a casa nostra in modo tale da rispettare il riposo prescrittomi dal ginecologo. 
Come da accordi con mio marito, abbiamo aspettato la fine del 3o mese per dare la bella notizia a tutti quanti, te compresa.
Dopo uno spettacolo, abbiamo fermato te e tuo marito fuori dal teatro e ve lo abbiamo detto. Tuo marito ci ha fatto le congratulazioni e tu? Ti ricordi cosa hai detto? Quali sono state le tue uniche parole? No? Beh, ti rinfresco la memoria: "Venite domani?" e io "Dove?" tu: "al battesimo di mio figlio"...  e gli auguri che mi aspettavo? Ho pensato fossi troppo presa con i preparativi ma anche una volta passato il battesimo (ti confesso sono venuta solo ed esclusivamente per il bimbo e tuo marito, non certo x te), non mi hai mai e poi mai chiesto come stavo.
Hai fatto praticamente tutto quello di cui mi accusavi. 
Quando alla morfologica mi hanno detto: "signora deve abortire, il bimbo ha dei grossi problemi e non ha nessuna possibilità di sopravvivere" ce lo siamo tenuti per noi, abbiamo nascosto la cosa alla stragrande maggioranza della gente perché non reputavamo importante mettere fuori i manifesti di una cosa così sofferta e dolorosa". Ho deciso di non abortire, non avrei mai e poi mai ucciso mio figlio, avrei lasciato a lui la decisione di lasciarci. Io lo amavo più della mia stessa vita e, se fosse servito, avrei dato la mia vita per salvarlo ma Dio ha voluto diversamente.
Ora forse capisci che il tuo "come stai" avrebbe dovuto arrivare prima e non una volta partorito e perso la mia vita.
Sei venuta in ospedale a trovarmi e nemmeno mi hai guardato in faccia e purtroppo sei venuta anche al funerale. Io non ho ancora capito il perché. Spero solo che tu l'abbia fatto per mio marito perché se l'hai fatto anche per me non lo davi a vedere di tenere a me... 
Io non amo le persone false e ipocrite e tu eri l'ultima persona che volevo al funerale di mio figlio.
Ormai quel che fatto è fatto e il tempo sta passando.... Domenica ho ricominciato a parlarti, ma non ti aspettare che ti racconti i fatti miei e ti consideri mia amica, sei solo una compagna di classe del musical, punto.
Le amiche sono altre e le persone con cui voglio salvaguardare l'amicizia sono altre.
Ora dirai che sono io la cattiva, può essere... ma io ho le mie croci e non ho bisogno di una in più da portare. 
Ti ho voluto bene e tanto, ora te ne voglio come ne voglio al mio prossimo, di certo non quanto se ne vuole ad un amico perché gli amici sono altri.
Buona fortuna per tutto.
Un abbraccio....anzi, una stretta di mano,
Monica"


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