Molto spesso cerchiamo mille parole per confortare e consolare chi sta male o chi sta passando un momento triste e/o difficile....
Ma quasi mai pensiamo a quanto un semplice abbraccio possa sciogliere dei nodi che fino a poco prima sembravano indissolubili.
E' successo ancora sabato, all'addio del papà della mia migliore amica/sorella. L'aspettavo nel piazzale della chiesa, appena mi ha visto, è scesa come un fulmine dalla macchina e tra tutti è venuta da me. Io non le ho detto nulla, nessun "fatti coraggio", nessun "forza"...l'ho semplicemente stretta in un abbraccio da togliere il fiato e abbiamo pianto insieme, senza dire una parola, sentendo i nostri cuori andare all'unisono...
La mente è andata al 21 maggio, quando lei ha fatto lo stesso con me, il giorno del funerale del mio Alessio. Mi ha stretto con tutte le energie che aveva in corpo, senza dirmi nulla, ma abbracciandomi dicendo tutto.
E' il cuore che parla quel linguaggio silenzioso che ai più è sconosciuto ma che è lenitivo, quasi curativo di tutto il male che si sente.
Sai che non sei sola, sai che il tuo dolore è compreso, sai che anche lei sta male nel vederti star male.
Non servono tante parole quando l'affetto è vero, conta di più un abbraccio sincero che un "mi dispiace, sono con te" detto da una lingua non sincera.
Quindi se vedete qualcuno che vi è caro, ma veramente caro (perché l'abbraccio deve essere sincero) che sta soffrendo...abbracciatelo, stringetelo come se non ci fosse un domani e lasciate i vostri cuori parlare tra di loro; loro sanno cosa dire, loro sanno sincronizzarsi da soli!
Quando è successo di Alessio, avrei preferito mille volte non sentire gli scontati "mi spiace" ma avere un abbraccio o una stretta di mano in più.

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